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Perché mi racconto così. Non scriverò qui tutto quello che ho imparato a fare e le aree di mia competenza, chi fosse interessato a questo, troverà le risposte cliccando sulle aree di attività. Quando un cliente si presenta a me, ha un problema che riguarda ciò a cui tiene di più, che sia il lavoro, la sua casa, l’azienda o la sua famiglia. Per assisterlo devo conoscere, porgli molte domande ed entrare nel suo privato. Per questo e perché possa sentirsi a suo agio nella scelta del professionista a cui si rivolgerà per affidarsi, mi sento di raccontargli qui qualche cosa di me, che mi appartiene, perché siamo persone e l’umanità è la base di ogni relazione, anche professionale. Nasco a Milano nell’ottobre del ’75 sotto il segno della Bilancia. Mia madre insegna ed è musicista, mio padre è dirigente. Lo vedo poco, mamma pensa a tutto, anche quando arriva il fratellino. Il vestitino di velluto con il colletto bianco, per andare con lei a teatro; il matitone a doppia punta rosso e nero per correggere la rassegna stampa di papà, quella che lui aveva già letto la sera prima e appoggiato in terra in un angolo. Il banco delle elementari vicino ad Alessia; le domeniche dai nonni materni nel piacentino dove la casa profumava di arrosto; le estati in Sicilia dagli altri nonni, nei luoghi di Montalbano. Tanti zii e cuginetti che scaldavano l’atmosfera, durante le feste che trascorriamo ancora il più possibile insieme. In me fu forte il desiderio di fare l’avvocato sin da piccola, sostenuto dai nonni, molto fieri della mia vocazione. Forte è sempre stato il senso della giustizia che con gli studi classici e universitari a si è orientato verso la tutela dei diritti primari della persona, e con essi, il Diritto del Lavoro. Lo Zio Giorgio è senz’altro stato di ispirazione nel mio “sentire” la professione forense. Nel 2001, dopo essermi laureata, ritorno a Milano per iniziare la pratica forense nella mia amata città, con l’obiettivo di superare subito lo scoglio dell’esame di avvocatura. I due anni di pratica sono stati intensi, pochissimo tempo libero ripagato dalla passione di poter fare ciò che mi piaceva: praticare il diritto per essere d’aiuto. I miei dominus e i grandi Avvocati del Foro Milanese che dibattevano davanti a me nelle Aule del Palazzo, sono stati un validissimo esempio e mi hanno permesso di mettermi in gioco, cosa di cui li ringrazio tutti. Ricordo ancora l’effetto vertigine che mi provocava agli inizi percorrere i vasti corridoi del Tribunale e l’emozione del giuramento in Aula Magna nel 2003. Dopo 10 anni di intensa attività come collaboratrice di Studi Legali specializzati nel diritto del lavoro, prima nell’assistenza ai lavoratori, dopo alle aziende, scopro la dimensione dell’essere madre. Tommaso mi ha portato una gioia immensa e al tempo stesso mi ha dato la determinazione necessaria per iniziare a costruire un progetto nel quale poter dare espressione compiuta al mio modo di sentire la professione di avvocato. E così ricomincio da me e per me. Negli anni a seguire ho la fortuna di incontrare persone di valore, veri amici che mi hanno sostenuto, clienti che mi hanno gratificata e colleghi con i quali condivido la quotidianità di questo lavoro, che nonostante gli anni discutibili della Giustizia, mi gratifica enormemente E nel tempo libero? Amo dipingere, essere a contatto con la natura, amo il mare, i fiori e le piante, e la vita in tutte le sue forme e colori. Apprezzo le lunghe passeggiate, specie se si concludono con un buon calice di vino rosso, in compagnia dei miei amori, e certamente Eppi, il gatto trovatello, che mi fa l’onda sulle gambe quando apro la porta di casa.
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